Babbo.

Quando ho trovato questa foto ho rivisto me stesso, mentre tenevo in braccio le mie figlie appena nate: stessa espressione.

Chissà se Babbo ha avuto gli stessi pensieri e le stesse emozioni che ho provato io!

Credo proprio di si, perché la nascita è un’esperienza unica, nuova, indescrivibile, anche per una persona come lui.

E’ la prima esperienza di amore incondizionato e, finché non si ha un figlio, non credo sia possibile provarlo per un altro essere vivente.

Mio Babbo non era molto espansivo riguardo ai suoi sentimenti: non ricordo abbracci, baci o carezze.

Le sue manifestazioni d’affetto erano limitate ai momenti in cui mi vedeva concentrato sugli studi; allora mi stropicciava il collo, e da questo capivo il suo apprezzamento.

Peccato però che queste occasioni fossero rare vista la mia scarsa dedizione ai libri.

Lui usciva presto la mattina, tornava a casa per il pranzo e poi si metteva a riposare.

Dovevamo rispettare il silenzio assoluto fino al suo risveglio.

Nel pomeriggio ritornava al lavoro e noi lo rivedevamo solo per la sua cena che consisteva sempre in brodo e verdure bollite.

Dopo cena guardava le previsioni del tempo con il Colonnello Bernacca, che adorava, e poi si rifugiava in camera sua per sdraiarsi e leggere.

Se dovevamo comunicargli qualcosa potevamo farlo solo tra la lettura ed il sonno, ma doveva essere un discorso breve e per un motivo importante.

Non avevo una grande confidenza con lui; gli unici argomenti di discussione erano la scuola ed il nostro comportamento rispetto alle direttive di Mamma che aveva la responsabilità della nostra educazione.

Mia Mamma, quando si verificavano delle deviazioni dalle sue linee guida, ci minacciava dicendo: “Guarda che lo dico a Babbo!”

Ed allora il terrore ci travolgeva.

Lui si occupava di partecipare ai colloqui scolastici e la scena tipica, appena sentivamo il suo ritorno a casa era la fuga generale.

Per anni ho pensato che fosse una figura mitica, intoccabile e inaccessibile.

Oggi, da genitore che non ha sicuramente il suo carisma, ho capito che probabilmente aveva costruito un’immagine ed un ruolo molto comodo ed in un certo senso astuto.

Bravo lui, ma mi dispiace non aver potuto confrontarmi quando sono diventato padre anch’io.

Una cosa è certa: mi manca moltissimo il suo stropicciarmi il collo.