Nonno.

Mio nonno era Ingegnere Capo del Genio Civile.

Dopo la guerra, ebbe l’incarico di coordinare la ricostruzione della città di Cagliari.

Per questo motivo mio zio Antonio, per noi Nino, riuscì ad ottenere dagli uffici comunali che una via di Cagliari fosse dedicata a suo nome: ‘Via Terenzio Congiu.’

Questa via si trova in una zona un po’ periferica della città ed è stata, purtroppo,

inclusa nel comune di Elmas per ragioni di territorialità. Pazienza.

In famiglia siamo piuttosto duri d’orecchi.

Probabilmente è una caratteristica genetica e poiché mio nonno, mio padre, mio zio, mio fratello ed io – anche se probabilmente il mio problema uditivo è stato causato dagli orecchioni contratti in tenera età – siamo tutti nelle stesse condizioni, la possibilità è reale.

Un racconto testimonia la grave sordità che affliggeva mio nonno.

Negli anni della seconda guerra mondiale lavorava a Cagliari e durante i bombardamenti lavorava nel suo ufficio senza preoccuparsi di mettersi al riparo.

Un giorno, una bomba esplose nelle vicinanze del palazzo.

Lui alzò lo sguardo e, come se non avesse riconosciuto il distintivo rumore dell’ordigno, disse: “Avanti!”

Grazie al cielo non abbiamo mai sperimentato una situazione simile ed oggi ci vengono in aiuto apparecchi acustici sofisticati che rendono più vivibile il rapporto con i nostri cari e con chi ci circonda.

Oltre alla sordità, è proverbiale la grande distrazione che caratterizza alcuni membri della mia famiglia.

Risulta difficile attirare la nostra attenzione se siamo immersi nella lettura o in altre attività e la richiesta di ripetere ciò che ci viene detto è piuttosto frequente.

Tuttavia, l’episodio di distrazione più grave mi è capitato tanto tempo fa: ero a casa di mio zio Aurelio e stavo andando via dopo aver saputo che il giorno seguente sarei andato con lui a vendemmiare.

Preso dall’emozione, mi diressi verso l’uscita della casa che all’epoca aveva una vecchia vetrata in metallo. Forse a causa dell’eccessiva pulizia dei vetri o dell’idea che la porta fosse aperta, ci passai attraverso mandandola in mille pezzi.

Fortunatamente scardinai anche i montanti e il vetro si ruppe cadendo davanti a me.

Solo una scheggia mi ferì di striscio un orecchio.

Oltre al fatto che sarebbe potuta essere una vera tragedia, non feci una bella figura.