Sorella.

Mia Sorella si chiama Chiara, come mia Nonna paterna.

Lei è stata sempre molto felice di avere due fratelli, con il primo è stata una compagna di giochi, con il secondo, ovvero io, una specie di mamma. Tuttora lo è.

Le sorelle maggiori sono una specie di guida, sempre più mature dei maschi, per definizione.

Rivestono i ruoli di amica, confidente, complice, sorriso con cui ridere e spalla su cui piangere.

Con lei giocavo tantissimo, arredavamo le case in cartone con i mobili in plastica, creavamo i vestiti per le bambole e, anche se maschietto, adoravo passare il tempo con lei.

Con lei ho imparato a fare la maglia con i ferri e la lana, ad utilizzare l’uncinetto per piccoli centrini, a ricamare per realizzare toppe e scudetti, rammendare e cucire a macchina con la Singer per fare orli e riparare pantaloni.

Con lei mi sono confidato in occasione delle prime avventure sentimentali, ci siamo sostenuti insieme per gestire le nostre storie d’amore all’interno della famiglia, tante volte si è privata dei soldi risparmiati per permettermi di avere qualcosa che desideravo.

Dopo il percorso scolastico ha deciso di trasferirsi in ‘continente’ per un periodo lavorativo, per poi ritornare a farne uno più bello nel Teatro di città, ma che purtroppo non ha avuto una degna conclusione.

Ho avuto bisogno di lei nel mio lavoro ed è stata un braccio destro importantissimo.

Ogni volta che c’è da riordinare un posto, sistemare cose, svuotare o riempire scatole, lei è presente e non smette di fare sinchè non vede la fine.

Per molti anni si è occupata di seguire Mamma, l’ha fatto sino al suo ultimo giorno di vita.

Ci vediamo tutti i giorni e lei sa tutto di me.

Anche mio cugino Mario ha una sorella più grande, Maria Elena, Nenna per la nostra famiglia.

Ma lei gli lanciava i ‘Pescura’ quando la faceva arrabbiare e per anni ci furono tracce di questi lanci nelle porte di casa loro.

A parte questi scleri di gioventù è una bella persona.